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mercoledì 17 settembre 2008

Rito sociale preferito nel Nord-est.

La socialità, nel Nordest, passa anche attraverso il cibo. Le persone, quando si incontrano, scelgono sempre di farlo a tavola. Pizzerie, trattorie, ristoranti, feste popolari: il rito della classica cena, con parenti e amici, si conferma come principale momento di incontro tra le persone. Lo confermano i dati dell'Osservatorio per il Nord-est. Il sondaggio, che ha interpellato un campione di oltre mille persone nel Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento, aggiorna la serie storica costruita da Demos sui consumi legati al tempo libero.

Una ricerca dell'osservatorio sul capitale sociale, pubblicata un paio di anni fa (ottobre 2006), l'aveva illustrato in modo molto evidente: attorno al cibo ruotano, ormai, tutta una serie di significati e dimensioni centrali nella vita delle persone. Il cibo non solo (non più) come "alimento", come necessità fisiologica, ma anche (sempre di più) come bisogno espressivo e "variabile sociale". Nella società contemporanea, il cibo diventa elemento discriminante della qualità della vita, oggetto culturale e, in quanto tale, "evento": si pensi alle manifestazioni sul "gusto" e ai numerosi programmi televisivi (e canali tematici) dedicati alla cucina e al mangiar bene (o al bere). Ma il cibò è anche partecipazione e responsabilità, attraverso le pratiche del consumo "etico": si veda, a questo proposito, il recente volume di Ceccarini, "Consumare con impegno". edito da Laterza.

Mangiare, inoltre, è spesso "mangiare insieme" e in quanto tale continua a proporsi come motore di socialità. Su questo punto il Nordest non costituisce certo un'eccezione rispetto ai dati nazionali. Le abitudini legate al tempo libero vedono nettamente primeggiare le occasioni di incontro dedicate ai consumi alimentari. Per celebrare un evento o festeggiare una ricorrenza, per segnare la fine dell'anno o della stagione lavorativa, oppure per il semplice gusto di trascorrere una serata in compagnia: una cena va sempre bene, in tutte queste situazioni. Un modo, spesso, per conoscre tradizioni di altre regioni o paesi (attraverso la cucina etnica), ma anche per riscoprire le proprie.

Da questo punto di vista, la popolazione del Nordest punta sul più classico dei piatti tradizionali italiani (e sul più classico dei locali). La pizzeria rimane il luogo d'incontro più gettonato: quasi sei persone su dieci la frequentano con cadenza almeno mensile (58%) e la metà, fra questi, dichiarano una frequenza superiore. Ma anche ristoranti e trattorie rimangono luoghi di incontro sempre affollati: una persona su due, in generale, si colloca sul gruppo degli assidui (54%). Una tenuta che può sembrare sorprendente, ma solo a chi non le frequenta, è mostrata anche dalle feste popolari. La classiche sagre: giostre, giochi e, ancora una volta, specialità eno-gastronomiche.

Estratto
di: Adriano Favaro
da: "Il Gazzettino", martedì 9.9.08.

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