"I militari sono confermati per altri sei mesi". L'annuncio arriva dall' onorevole del Pdl-Alleanza Nazionale Filippo Ascierto, che così rende ufficiale quella che sei mesi scorsi, quando il servizio delle pattuglie miste Esercito-Forze dell'Ordine aveva cominciato a monitorare le strade "calde" dei quartieri più difficili della città, era solo un'ipotesi.
"La proroga è già stata decisa. Senza alcun tipo di problema - puntualizza Ascierto -. Tant'è che gli effetti positivi della presenza dell' esercito a Padova sono sotto gli occhi di tutti. Anzi, bisogna ringraziare la presenza dei militari, e delle forze dell'ordine che li accompagnano quotidianamente in pattuglia, se in questi mesi ci sono stati più controlli e arresti. Inoltre con l'estensione del mandato dei militari, si maturerà il periodo necessario all'addestramento dei nuovi carabinieri e agenti di polizia che via via li sostituiranno".
E il parlamentare non nutre alcun dubbio anche per quanto riguarda il gradimento dell'operazione "Strade Sicure", voluta dal Governo e partita lo scorso 4 agosto dei cittadini: "La percentuale dei padovani che nel corso delle settimane e dei mesi, osservandone ogni giorno il lavoro, si è stretta attorno alle Forze Armate è cresciuta sempre più. L'intervento voluto dal Ministro degli Interni, Maroni, e da quello della difesa, La Russa, si è rivelato un successo".
Che quindi, secondo l'onorevole Ascierto, è naturale venga bissato: "Certo, perchè in questo momento più che mai, c'è la necessità di non abbassare la guardia sulla sicurezza di una realtà difficile come Padova. Occorre perciò intensificare la lotta agli spacciatori, al degrado e all'illegalità. E la grande opera delle Forze dell'ordine deve trovare aiuto dalla collaborazione fornita dai residenti, cosa che in molti quartieri avviene in maniera perfetta, ma anche dalle istituzioni politiche cittadine".
E l'onorevole del Pdl-An lancia una nuova proposta: "Penso ad una task-force nazionale di pronto intervento per contrastare la criminalità. Una struttura qualificata, formata da 1500-2000 uomini in grado di gestire emergenze legate alla sicurezza. E' un'idea che proporrò alla Comissione Difesa della Camera ed eventualmente al Ministro La Russa".
di: Matteo Bernardini
da: "Il Gazzettino" - Padova, quotidiano del Nordest, mercoledì 12 novembre 2008, che ringrazio della spontanea collaborazione.
domenica 7 dicembre 2008
Lo Sport in Italia
LO SPORT IN ITALIA
I dati principali del primo rapporto CONI-Censis, su Sport e Società
Confronto Diffusione Territoriale:
Categoria: Punti di Offerta:
Società sportive e
Organizzazioni territoriali 95.000
Tabaccai 73.000
Bar 62.629
Scuole 55.593
Panetterie 48.743
Ristoranti 45.000
Alberghi 33.480
Sportelli bancari 31.569
La Pratica:
Praticanti 30,2%
Praticano solo qualche att.tà 28,4%
Non praticano sport 41%
Non indicato 0,4%
Il rapporto del Censis conferma l'aumento di tesserati, ma resta critica la situazione nelle scuole e quella per i disabili.Siamo un popolo di sportivi, ma ancora troppo sedentari: c'è un punto di pratica ogni 631 abitanti eppure 23 milioni di italiani (41%) non svolge alcuna attività.
da: "Il Gazzettino" quotidiano del Nordest, mercoledì 12 novembre 2008, al quale invio i più sinceri ringraziamenti per la spontanea collaborazione.
I dati principali del primo rapporto CONI-Censis, su Sport e Società
Confronto Diffusione Territoriale:
Categoria: Punti di Offerta:
Società sportive e
Organizzazioni territoriali 95.000
Tabaccai 73.000
Bar 62.629
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Ristoranti 45.000
Alberghi 33.480
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La Pratica:
Praticanti 30,2%
Praticano solo qualche att.tà 28,4%
Non praticano sport 41%
Non indicato 0,4%
Il rapporto del Censis conferma l'aumento di tesserati, ma resta critica la situazione nelle scuole e quella per i disabili.Siamo un popolo di sportivi, ma ancora troppo sedentari: c'è un punto di pratica ogni 631 abitanti eppure 23 milioni di italiani (41%) non svolge alcuna attività.
da: "Il Gazzettino" quotidiano del Nordest, mercoledì 12 novembre 2008, al quale invio i più sinceri ringraziamenti per la spontanea collaborazione.
venerdì 5 dicembre 2008
---CAMPIONARIO---
ENNIO RAG. CARNIO
Cod. Fisc. CRNNNE57D25L349I
---CAMPIONARIO---
Trebaseleghe (Pd)
Cell. 320 0124525
Uff. 049 9385733
e-mail: ennio.carnioxyc@gmail.com
"Dischi, Musica, Pubblicità sul Web ".
Fate ordinare il Listino di ---CAMPIONARIO---
dai Vostri amici: Gli sarà spedito per Posta.
Contatti: Blogs: http://www.campionario.blogspot.com/
http://www.campionariorock.blogspot.com/
Profilo Myspace: www.myspace.com/carnio
Casella Postale: n° 24 c/0 Ufficio Postale di Trebaseleghe (Pd).
Attività saltuaria, ai sensi del Decr. Legisl. n° 276/2003.
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Attività saltuaria, ai sensi del Decr. Legisl. n° 276/2003.
La crisi finanziaria
La crisi finanziaria, iniziata nell'estate 2007 negi USA e poi diffusasi per contagio nel resto del mondo, è una crisi di tutto il sistema economico-finanziario. Nè di crisi congiunturale, nè di crisi regionale dunque si tratta. Essa è il punto di arrivo, inevitabile, di un processo che da oltre trent'anni ha modificato alla radice il modo di essere e di funzionare della finanza, minando così le basi stesse su cui si fonda la civiltà occidentale. Le cause della crisi hanno una duplice natura: quelle prossime, che riguardano le caratteristiche specifiche assunte in tempi recenti dai mercati fnanziari, e quelle remote, che chiamano in causa alcuni aspetti culturali che hanno accompagnato il passaggio dal capitalismo industriale a quello finanziario. Da quando si è imposta la globalizzazione, la finanza non solo ha accresciuto la sua quota di attività in ambito economico, ma ha progressivamente contribuito a modificare sia il modo di pensare delle persone sia il loro sistema di valori. E' a quest'ultimo aspetto che si fa riferimento quando oggi si parla di finanziariazzazione (financialization) della società. "Finanza", letteralmente, è tutto ciò che ha un fine; se questo fuoriesce dal suo alveo storico, la finanza non può che generare effetti perversi.
In quel che segue mi soffermerò, sia pure in breve per ragioni di spazio, sulla principale delle cause remote della crisi. Non mi occuperò, invece, nè degli effetti del collasso attuale, nè delle vie di uscita da esso. E' infatti importante far emergere dai fatti scaturiti dal disastro finanziario que'ideologia fallace, oggi dominante, nota come "mainstream"ecnomico. Si tratta dell'ideologia che, a partire dal'assunto antropologico dell'"homo oeconomicus" ovvero dell'egoismo razionale - che è un assunto, si badi, cioè una tesi non dimostrata - giunge, dopo un lungo itinerario, cosparsi di teoremi raffinati e di indagini econometriche, alla conclusione che i mercati, anche quelli finanziari, sono in grado di autoregolarsi, cioè sia si darsi delle regole sia di farle rispettare. Il ponte che collega quell'assunto a tale conclusione è il principio dell'efficienza, che regola la società post-moderna. Da qui il "mito della performance" per il quale una cosa diventa "vera" per il solo fatto che la facciamo. E' questo stato d'animo generale che ha fornito il carburante per la macchina speculativa. La quale si è potuta avvalere di strumenti e prodotti finanziari con una "potenza di fuoco" mai vista in precedenza, mezzi capaci di amlificare in modo abnorme la tendenza al rialzo e al ribasso del mercato borsistico. Ma è evidente che una bolla speculativa dalle proporzioni di quella di oggi mai si sarebbe potuta realizzare senza quella "bolla mentale" che ha fato credere a tantissimi che fosse possibile ridurre il rischio a zero, qualora si fosse riusciti a spalmarlo tra un numero elevato di operatori.
Ma il rischio può essere spostato o ridotto, mai annullato. Tale senso di onnipotenza si è impadronito dei comportamenti mentali non solamente degli operatori e degli istituti della finanza, ma anche delle autorità politiche, dei centri mediatici, di non pochi ambienti universitari e di ricerca. L'autoreferenzialità della finanza - la finanza che diviene fine a se stessa - ha così fatto dimenticare la massima di Platone secondo cui "L'unica buona moneta con cui bisogna cambiare tutte le altre è la "phronesis", l'intelligenza che sta in guardia". Una massima che l'illustre economista americano J. Galbraith, assai più prosaicamente, ha reso così: "E' bene che ogni tanto i soldi vengano separati dagli imbecilli". Ed è bene che così avvenga, perchè molti sono gli innocenti che pagano per la "hybris" (presunzione, sentita nell'antica Grecia come oltraggio agli uomini e agli dei) degli imbecilli. E ciò scandaloso in società che si dicono civili.
di: Stefano Zamagni
da: "Il Messaggero di S.A.", dicembre 2008, che ringrazio della spontanea collaborazione.
In quel che segue mi soffermerò, sia pure in breve per ragioni di spazio, sulla principale delle cause remote della crisi. Non mi occuperò, invece, nè degli effetti del collasso attuale, nè delle vie di uscita da esso. E' infatti importante far emergere dai fatti scaturiti dal disastro finanziario que'ideologia fallace, oggi dominante, nota come "mainstream"ecnomico. Si tratta dell'ideologia che, a partire dal'assunto antropologico dell'"homo oeconomicus" ovvero dell'egoismo razionale - che è un assunto, si badi, cioè una tesi non dimostrata - giunge, dopo un lungo itinerario, cosparsi di teoremi raffinati e di indagini econometriche, alla conclusione che i mercati, anche quelli finanziari, sono in grado di autoregolarsi, cioè sia si darsi delle regole sia di farle rispettare. Il ponte che collega quell'assunto a tale conclusione è il principio dell'efficienza, che regola la società post-moderna. Da qui il "mito della performance" per il quale una cosa diventa "vera" per il solo fatto che la facciamo. E' questo stato d'animo generale che ha fornito il carburante per la macchina speculativa. La quale si è potuta avvalere di strumenti e prodotti finanziari con una "potenza di fuoco" mai vista in precedenza, mezzi capaci di amlificare in modo abnorme la tendenza al rialzo e al ribasso del mercato borsistico. Ma è evidente che una bolla speculativa dalle proporzioni di quella di oggi mai si sarebbe potuta realizzare senza quella "bolla mentale" che ha fato credere a tantissimi che fosse possibile ridurre il rischio a zero, qualora si fosse riusciti a spalmarlo tra un numero elevato di operatori.
Ma il rischio può essere spostato o ridotto, mai annullato. Tale senso di onnipotenza si è impadronito dei comportamenti mentali non solamente degli operatori e degli istituti della finanza, ma anche delle autorità politiche, dei centri mediatici, di non pochi ambienti universitari e di ricerca. L'autoreferenzialità della finanza - la finanza che diviene fine a se stessa - ha così fatto dimenticare la massima di Platone secondo cui "L'unica buona moneta con cui bisogna cambiare tutte le altre è la "phronesis", l'intelligenza che sta in guardia". Una massima che l'illustre economista americano J. Galbraith, assai più prosaicamente, ha reso così: "E' bene che ogni tanto i soldi vengano separati dagli imbecilli". Ed è bene che così avvenga, perchè molti sono gli innocenti che pagano per la "hybris" (presunzione, sentita nell'antica Grecia come oltraggio agli uomini e agli dei) degli imbecilli. E ciò scandaloso in società che si dicono civili.
di: Stefano Zamagni
da: "Il Messaggero di S.A.", dicembre 2008, che ringrazio della spontanea collaborazione.
giovedì 4 dicembre 2008
Convivere secondo il religioso
"Caro Direttore, sono la madre di una giovane di 30 anni, fidanzata da sei con un coetaneo. Mia figlia sta vivendo una situazione difficile perchè il fidanzato avrebbe preso una decisione: vorrebbe andare a convivere. Mia figlia è indecisa perchè è credente e il suo desiderio è sposarsi in Chiesa..." (Estratto).
Cara signora, il fidanzato di sua figlia una scelta, per quanto opinabile, l'ha compiuta. E' molto difficile dare un giudizio, analizzare le motivazioni sulla base di questa decisione, non conoscendo di persona i diretti interessati.
Vorrei pertanto limitarmi a una riflessione sul significato di un gesto come questo. Un significato che, a ben guardare, non si discosta molto da ciò che sta alla base del'lindecisione . Il matrimonio è una scelta che comporta l'assunzione di una base di responsabilità nei confronti dei coniugi e dei futuri figli, che si poggia su un progetto di vita ben preciso. Il matrimonio religioso, poi, implica una decisione "per sempre" anche in virtù della grazia sacramentale che sigilla la scelta umana.
Una convivenza cos'altro è se non una "prova": prova di sentimenti, di affinità caratteriali, prova di vita, insomma? Ma la vita, i sentimenti, le relazioni non si possono vivere "in prova": una macchina, un vestito, un oggetto si possono "provare", non una persona. I sentimenti, i rapporti o sono o non sono: non ci si può donare a un altro e riceverlo in dono finchè "va bene". Una persona non si può "prestare".
La scelta della convivenza, in definitiva, contiene in sè un'idea riduttiva di persona, di reciprocità, di vita a due.
da: lettere al Direttore, "Messaggero di Sant'Antonio", dicembre 2008.
Cara signora, il fidanzato di sua figlia una scelta, per quanto opinabile, l'ha compiuta. E' molto difficile dare un giudizio, analizzare le motivazioni sulla base di questa decisione, non conoscendo di persona i diretti interessati.
Vorrei pertanto limitarmi a una riflessione sul significato di un gesto come questo. Un significato che, a ben guardare, non si discosta molto da ciò che sta alla base del'lindecisione . Il matrimonio è una scelta che comporta l'assunzione di una base di responsabilità nei confronti dei coniugi e dei futuri figli, che si poggia su un progetto di vita ben preciso. Il matrimonio religioso, poi, implica una decisione "per sempre" anche in virtù della grazia sacramentale che sigilla la scelta umana.
Una convivenza cos'altro è se non una "prova": prova di sentimenti, di affinità caratteriali, prova di vita, insomma? Ma la vita, i sentimenti, le relazioni non si possono vivere "in prova": una macchina, un vestito, un oggetto si possono "provare", non una persona. I sentimenti, i rapporti o sono o non sono: non ci si può donare a un altro e riceverlo in dono finchè "va bene". Una persona non si può "prestare".
La scelta della convivenza, in definitiva, contiene in sè un'idea riduttiva di persona, di reciprocità, di vita a due.
da: lettere al Direttore, "Messaggero di Sant'Antonio", dicembre 2008.
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